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Campionati e Risultati: NAZIONALI REGIONALI PROVINCIALI GIOVANILI    

IL 2020/21 VA IN ARCHIVIO. CHE BILANCIO PER UNA STAGIONE "SINGOLARE"?

ENRICO FANELLI

PERUGIA – Ogni 30 di giugno che si rispetti non è una data qualunque, specie se parliamo di calcio. Il 30 di giugno è il giorno in cui si chiude la stagione agonistica e in cui si fanno i bilanci di come possono essere andate le cose. Non sono abituato a semplici giri di parole, quindi posso dire che l’annata sia stata tutt’altro che positiva. Decisioni perentorie – e ci riferiamo a quella in particolare di impedire il regolare svolgimento dei campionati – senza diritto di replica hanno lasciato un segno profondo, sia nelle società ma soprattutto nei ragazzi, che per otto lunghi mesi, senza che venissero date alcune indicazioni o spiegazioni, hanno potuto vedere il loro sport preferito soltanto in foto o video d’annata. Soltanto in primavera inoltrata qualcuno ha capito che il calcio non era veicolo di contagio e si è ripartiti: troppo tardi per cercare di pianificare una stagione come si doveva.

Sono rimasti a guardare tutti gli atleti che avrebbero dovuto partecipare alle competizioni provinciali e regionali: gli under 19 sono durati solo tre giornate, gli altri non hanno fatto in tempo a mettere piede in campo. Una bella dimostrazione di forza l’hanno invece data i Primavera, che hanno sfidato tutte le difficoltà del caso e sono arrivati alla fine: un grande applauso in tal senso va rivolto al Perugia di Formisano, che malgrado le incertezze pressochè permanenti sul giocare o non giocare sono riusciti a disputare un campionato a dir poco meraviglioso, vincendolo e fermandosi soltanto a due passi dal sogno scudetto, dazio inevitabile da pagare quando sei costretto a disputare tante partite ravvicinate. I protocolli in questo ambito sono decisamente più sostenibili in quanto si è strettamente connessi alle realtà professionistiche (lo stesso dicasi per under 15 e 17, che proprio in queste ore stanno ultimando le loro competizioni), ma non si può non rimarcare il grande esempio che questi ragazzi hanno dato.

Senza farla troppo lunga è dal loro irreprensibile comportamento, vale a dire non arredersi mai, che bisogna ripartire: il virus è stato un ostacolo gigantesco, ma si spera che in futuro lo possa essere molto di meno. Per evitare che questa battaglia venga persa forse per sempre chi di dovere deve studiare delle soluzioni per coloro i quali sono stati costretti a restare fermi (a cui va il pensiero principale). L’obbiettivo deve essere dunque guardare al futuro, perché esso non può davvero più attendere. Il 2021/22 deve assolutamente essere il più normale possibile, come minimo.

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  Scritto da Enrico Fanelli il 30/06/2021
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