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Campionati e Risultati: NAZIONALI REGIONALI PROVINCIALI GIOVANILI    

PAOLO ROSSI - Un vero esempio per i giovani

ENRICO FANELLI

PERUGIA – In questo 2020 maledetto non vogliamo proprio farci mancare nulla. Questa mattina, appena alzato, ho appreso una notizia tremenda. A 64 anni è venuto a mancare Paolo Rossi, che per molti, sottoscritto compreso, è stato molto più di un semplice calciatore. I grandi uomini infatti sono coloro che sanno esprimersi al meglio soprattutto al di fuori del rettangolo di gioco, in un mondo in cui oggi vanno di moda, con tutto il rispetto naturalmente per le generazioni attuali, soltanto alcune piccolezze, quali ad esempio tatuaggi, automobili, foto postate sui social è quant’altro. La bravura e la grandezza di una persona si misura nel non far pesare il suo passato ed in particolare il fatto di essere stato un uomo che ha segnato in maniera netta ed evidente la storia del nostro Paese. Troppo facile ricordare il Paolo che ha segnato 6 gol al mondiale di Spagna ed è stato protagonista di altre imprese: io ho avuto modo di incontrarlo nelle sue diverse visite a Perugia e ho subito percepito in lui le qualità da più parti menzionate, vale a dire l’umiltà, la gentilezza e la disponibilità. Tutto questo non può che contribuire ad essere considerati un esempio per tutti coloro che si avvicinano allo sport più bello e popolare del mondo.

Chiaramente anche il lato sportivo ha il suo peso e non può essere altrimenti. Non sono pochi i momenti difficili che Paolo ha dovuto superare. Non sono bastati gli infortuni (e allora operarsi ad un menisco era decisamente più complicato rispetto ad oggi), ma la vicenda di Calcioscommesse che lo ha coinvolto all’inizio degli anni 80, con i due anni di squalifica inflittigli da una giustizia sportiva che troppo spesso si dimostra troppo sommaria. Ebbene, Paolo è riuscito a risollevarsi da tutte queste avversità, riconquistare in ordine di tempo la fiducia della Juventus (di cui era stato anche nelle giovanili ad inizio carriera) che inizialmente non aveva creduto in lui (un gol nelle uniche tre partite giocate contribuì a far vincere lo scudetto 1981/82 al club bianconero) e strappare la convocazione ai mondiali di Spagna tra gli improperi di più di mezza Italia che reclamava a gran voce gente come Pruzzo, capocannoniere quell’anno. Tutto finito? Non esattamente. Le prime partite degli azzurri sono molto contraddittorie e la stampa individua Paolo Rossi come uno dei principali bersagli. E’ qui che scatta qualcosa dentro di lui: aiutato dal ct Bearzot che non smette un secondo di credere in lui e quando il gioco si fa duro (il secondo girone mette di fronte l’Italia niente meno che l’Argentina campione del mondo uscente ed il Brasile, a detta di tutti la squadra più forte) i duri cominciano a giocare. Contro i verdeoro il capolavoro ed i tre gol che li mettono al tappeto. Il resto è storia, con le reti in semifinale con la Polonia e nella finalissima con la Germania. Anche gli anni successivi sono importanti, con la Juventus che miete successi in Italia ed in Europa, anche grazie al fondamentale contributo di Pablito.

Successi non facili dunque per un uomo che ha saputo reagire ad un’ingiustizia (perché di tale si trattava, visto che la magistratura ordinaria l’aveva anche assolto) e conquistare tutto quello che era possibile conquistare. Rossi ha saputo rialzarsi dopo essere caduto ed anche per questo va considerato un esempio. I giovani che si apprestano (si spera) a ricominciare i propri campionati facciano tesoro di questo grande insegnamento che questo grande campione e uomo ha lasciato.

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  Scritto da Enrico Fanelli il 10/12/2020
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